AVVIO ALLA GRANDE
Coloro i quali sostenevano che questa edizione di Umbria Jazz era dedicata al jazz “jazz” meno di tante altre hanno avuto una prima precisa smentita quando a mezzanotte sul palco della suggestiva sala del ‘400 è salito il trio stellare del vibrafonista Joe Locke con George Mraz al c.basso e Lewis Nash alla batteria, a cui si è aggiunto come special guest il grandissimo Francesco Cafiso. La serata era cominciata comunque alla grande alle 21 al Mancinelli con il bellisimo tributo a Django Reinhard fatto da un folto gruppo di musicisti manouche guidati dal bravissimo chitarrista Bireli Lagrene, ma come spesso succede è stato solo “round midnight” che il Festival è entrato nel suo vivo grazie ad un lungo set tutto basato sull’ incontro in musica tra Francesco Cafiso e Joe Locke. Quest’ ultimo è un bravissimo vibrafonista e improvvisatore di grande talento molto noto al pubblico del jazz anche europeo ed italiano, capace di sfornare idee a getto continuo e di arricchire qualsiasi melodia con inventiva ineasuribile. Di Cafiso si è detto già moltissimo, anche grazie al fatto che il suo straordinario talento si è espresso in età molto giovane, si pensi che ha solo 16 anni. Il loro incontro è stato ancor più pieno di energia e poesia di quanto fosse lecito aspettarsi. Malgrado il repertorio fosse composto di musiche o di Locke o di brani di compositori anche pop, e il linguaggio non fose quasi mai quel bop prediletto sia da Cafiso che dalla ritnica, il trio ha avuto modo di esprimersi veramente al massimo e l’ apporto di Cafiso è stato, a dir poco straordinario, tale da portare il livello dell’ energia che usciva dal palco a livelli impensabili. Insomma un grande concerto di inizio, e se il buon giorno si vede dal mattino…..
Giovanni Serrazanetti